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L'immagine di fondo è tratta dal libro: Elia Piu,
Marano Lagunare,
Storia, monumenti, vita, tradizioni e folklore di una comunità singolare.
Ed è suffragato anche dall’immagine della Madonna della Salute che noi
veneriamo ed onoriamo in modo particolare nella festa Triennale. È dagli inizi
di questo secolo che la festa esterna della Madonna della Salute viene
celebrata a ferragosto ed ogni tre anni. Da qui il nome di triennale. Dal 1950
ha assunto una modalità di programma che riunisce in sé manifestazioni sacre
e profane, tanto bene armonizzate fra di loro, da darle una caratteristica
unica per la nostra Regione. Anche in questa festa il momento qualificante è
quello costituito dalla processione con l’immagine antica della Madonna della
Salute, che viene portata in processione soltanto in questa circostanza. Gli
archi trionfali prefabbricati negli ultimi anni ’30, le luminarie, gli
altarini che ornano piazzette e calli, gli addobbi, le bandiere, non sono altro
che un corollario a questa. Le stesse manifestazioni di contorno, come la sagra
del pesce che valorizza il prodotto locale, gli spettacoli molte volte fatti da
maranesi con canzoni composte sul posto, le recite in dialetto... non rompono
il clima religioso e altamente comunitario. La processione ha due momenti:
Di padre in figlio da tante generazioni si è tramandato il ricordo di una
grande epidemia della quale rimasero in vita appena 17 persone. Molto
probabilmente legata a questa epidemia è la festa votiva del 1° agosto, festa
che già nel 1700 viene chiamata antichissima e molto importante. Sappiamo che
la Basilica della Madonna della Salute di Venezia, fu costruita nel 1631 per
assolvere ad un voto fatto da tutta la città, durante la terribile pestilenza
dell’anno 1630. Ebbene anche a Marano nel 1635, doveva essere scoppiata una
pubblica epidemia, che diffusasi rapidamente tra la popolazione, infieriva
specialmente fra i soldati della fortezza. Il provveditore di Marano, Cornelio,
addottò tutte le misure precauzionali per impedire l’ulteriore estendersi
dell’epidemia e cercò di isolare i colpiti dal male, costruendo per loro
delle capanne, che servivano da Lazzaretto in un’isola poco distante
dall’abitato. Ma le spese erano gravi e la comunità di Marano non poteva
provvedere a tutti i bisogni. Fece allora ricorso alla Serenissima Repubblica,
la quale rispose disponendo un adeguato sussidio, a titolo di prestito, da
contribuirsi alla stessa comunità per l’assistenza agli ammalati.
Come per Venezia, probabilmente fu in questa occasione che i nostri padri
fecero un voto alla Madonna, voto che si assolve ancora ogni anno il 1°
agosto. Ciò è suffragato da un altro documento del 28 luglio 1798 che chiama
questo voto «un voto incontrato da più secoli».
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