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Il Sinodo.
La via principale di Marano, ricorda ancora con il suo nome, il più importane
fatto del passato, avvenuto a Marano: il Sinodo. Marano quindi, per essere in
grado di ospitare un simile consesso, doveva essere una comunità cristiana
già fiorente e doveva possedere chiesa ed attrezzature sufficienti allo scopo.
Colui che indisse il Sinodo era il patriarca di Aquileia, Severo, che a quei
tempi (eravamo nel periodo delle invasioni dei longobardi) risiedeva a Grado.
Convocò i vescovi per spiegare la sua posizione nei confronti della famosa
disputa, che dilaniava la chiesa: la «controversia dei tre Capitoli». Questa,
che aveva preso il nome degli scritti di Teodoro, Teodoreto e Iba era nata come
disputa teologica riguardante il modo di intendere alcune verità di fede
professate nel Credo, ma poi per le posizioni controverse assunte da Bisanzio e
da Roma, era diventata con il passare degli anni una questione di sottomissione
al Papa (a Roma) o di unione al patriarca di Costantinopoli, che già forte
della sua grandezza e dello splendore dell’impero d’Oriente, di mal grado
vedeva la sua sudditanza a Roma.
Lenta morte di una gloriosa fortezza.
Struttura esterna: La fortezza nata sotto Popone, come baluardo difensivo del
dominio patriarcale, ebbe il suo maggiore splendore nei secoli XIV, XV e XVI,
quando il suo possesso strategico era maggiormente ambito e con-
Origini.
La nascita di Marano, e di conseguenza il nome, si ricollega alle origini di
Aquileia. Aquileia fu fondata nell’anno 181 a. C. da una colonia di 300
soldati romani ai quali si sono aggiunte più tardi nel 169 d. C. circa 1.300
famiglie romane, mandate in questa zona per impedire le invasioni barbariche.
Ad alcune di queste famiglie vennero assegnate le località più importanti e
strategiche da presidiare. Dal nome di queste famiglie derivarono alcuni nomi
di paesi friulani come Cervignano «Ceveniano», Ontagnano «Antoniano»,
Clauiano «Claudio»... La famiglia, alla quale fu affidata la nostra zona, era
quella di Mario. Questo fatto è ancor oggi ricordato dall’antica piazzetta
centrale «Marii», che vuol dire «...di Mario». Ben presto il centro abitato
si chiamò «praedium Mariani», cioè fondo o presidio di Mario. Il nome
«Mariano» durò a lungo, tanto che lo troviamo citato sia nel primo documento
riguardante Marano (la notizia del Sinodo, che ci viene da Paolo Diacono), come
in un documento del 1239.
Con il passare dei secoli, la «i» di Mariano scomparve e così restò Marano,
nome che maggiormente rendeva l’idea di una località vicina al mare.
L’aggiunta lagunare è del secolo scorso. Con l’unità d’Italia infatti
si rendeva necessaria una specificazione, per non confonderlo con altri Marano,
che frattanto erano sorti in Italia. Questa origine romana di Marano trova la
sua convalida nei resti archelogici trovati in laguna e che ora si conservano
al Museo del Castello di Udine ed al Museo Municipale di Marano, dove esiste
una piccola, ma importante raccolta. Un’altra testimonianza romana di Marano
è costituita dai resti della via Annia, antica strada romana che congiungeva
Concordia con Aquileja. Tale strada passava nella zona lagunare.
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